Eating Disorder

  • DISTURBI-ALIMENTARI

Mangiare vuol dire impegnarsi in un rapporto: un rapporto con il cibo, ma non solo, anche con se stessi e con chi condivide questo momento quotidiano.

È indispensabile ricordare che mangiare significa anche comunicare: il cibo e il momento del pasto diventano un mezzo di comunicazione che danno la possibilità di interagire con il mondo esterno e, in particolare, con chi ci è accanto.

Il modello sistemico dà grande rilievo alla famiglia che costituisce l’oggetto di studio e di intervento: il Disturbo del comportamento alimentare viene affrontato tenendo conto del significato che esso assume oltre che per l’individuo anche per gli altri membri della famiglia (Ganley, 1992).

Ogni cambiamento significativo nella vita di un bambino o di un’adolescente produce inevitabilmente cambiamenti nella vita degli altri membri della famiglia e da questi cambiamenti è a sua volta influenzato (ibidem).

Lo sviluppo di un modello sistemico richiede un cambiamento concettuale radicale: mentre l’approccio tradizionale consiste nel cercare le componenti che giustificano l’obesità, il modello sistemico pone l’attenzione proprio sul ruolo dell’obesità all’interno delle relazioni familiari (Ganley, 1992).

Se in presenza di un adolescente o di un bambino che non mangia e rifiuta il nutrimento vengono effettuati molteplici sforzi per cercare di conoscere, di capire e di diagnosticare le cause di tali atteggiamenti, quando si ha di fronte un bambino obeso o in sovrappeso, purtroppo, è insita ancora nelle persone la predisposizione a ritenere questa patologia meno grave o, addirittura, meno invalidante (informazione profondamente falsa).


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